Un blog di viaggi interamente dedicato alla scoperta della vera essenza della Spagna.

Visitare la Costa Blanca

In questa piccola guida ti presento 10 esperienze da non perdere durante la tua vacanza nella Costa Blanca, un modo diverso di esplorare luoghi affascinanti di questo meraviglioso tratto di costa spagnola.

Sono tutti scenari sopravvissuti alla storia e che conservano le tradizioni, che ti regalano l’opportunità di un viaggio unico ed indimenticabile in Spagna mentre ti godi la bella atmosfera mediterranea in località piene di vita.

Continua a leggere per visitare la Costa Blanca in vacanza: 10 esperienze da non perdere.

1. I polpi di Dénia

In passato, vedere i polpi che si asciugavano al sole sulla spiaggia di Dénia, stesi come se del bucato si trattasse, era una delle immagini più tipiche della città.

Oggi questa antica pratica si può vedere soltanto in alcuni ristoranti lungo la costa.
La tradizione racconta che il polpo cominciò ad essere essiccato sulle barche, poiché i marinai lo consumavano come sostituto del tabacco mentre i loro lunghi periodi in alto mare.

Con il passare del tempo questa tradizione fu portata anche sulle spiagge.
Asciugare il polpo con il sole e la brezza marina è un’arte che richiede cura e condizioni specifiche che si verificano soltanto in alcuni mesi dell’anno, facendo sempre attenzione anche all’umidità, che non deve mai essere eccessiva.

I tentacoli vengono messi ad asciugare, uno accanto all’altro, e raccolti al crepuscolo in modo che non si inumidiscano. Una volta essiccati, vengono arrostiti sul fuoco (cotti direttamente sulle brace) o su una piastra di ferro fino a la doratura, poi tagliati a fette sottili e conditi con un buon olio d’oliva e del limone.

Ti consiglio di andare ad assaggiare questa prelibatezza.

2. L’uva sultanina di Dénia

Tra il XVIII e il XX secolo, la produzione di uva sultanina era la principale fonte di ricchezza dei villaggi della zona della Marina Alta, di cui Dénia è il capoluogo.
Le viti che la producevano si estendevano dalla riva del mare alle valli interne della regione.

Tra luglio e ottobre, decine di grandi velieri procedenti da tutto il mondo si riunivano nel porto di Dénia per portarsi via tonnellate di questo succoso frutto verso i mercati di Liverpool, Londra, New York e del Nord Europa.

In Inghilterra, di fatto, l’uva sultanina di Dénia divenne uno degli ingredienti essenziali del tipico dolce inglese: il ‘plum cake’.

Questo commercio diede vitalità e prosperità a Dénia nella seconda metà del XIX secolo, quando arrivò il collegamento ferroviario con Valencia e apparvero teatri, alberghi e casinò.

La uva sultanina di Dénia si distingueva da quelle prodotte in altre parti del mondo per il suo processo di essiccazione, chiamato “l’escaldà”, che consisteva nell’introdurre l’uva per alcuni secondi in una soluzione di acqua bollente con soda caustica e una miscela di erbe selvatiche.

Questo rompeva la pelle del frutto e accelerava la sua essiccazione al sole. Tutto questo processo si svolgeva nei riuraus, costruzioni del XVIII, XIX e XX secolo la cui funzione era quella di proteggere l’uva sultanina dalla pioggia e dall’umidità durante il processo di essiccazione.

Queste strutture architettoniche che hanno generato ricchezza per quasi due secoli nella regione, sono oggi un’eredità millenaria di grande valore storico e socio-culturale che potrai scoprire, insieme a tutta la storia dell’uva sultanina, seguendo, l’itinerario culturale “La ruta dels riuraus”.

3. Villajoyosa

Villajoyosa è una cittadina di grande tradizione marinara.

I suoi uomini passavano lunghi periodi in mare, e al loro ritorno, stanchi dopo giorni di navigazione, tardavano a riconoscere la loro abitazione tra tutte le case che si affacciavano sul porto.

Racconta la tradizione che per questa ragione ogni pescatore dipingeva la sua casa in una tonalità diversa, in modo di poterla riconoscere subito: blu, verde, rosso, giallo…

Inoltre, si dice che i balconi delle case fungevano da perfetto “telegiornale”, poiché le famiglie appendevano lenzuola di diverso colore per indicare se si potevano aspettare buone o cattive notizie.

Questa usanza dei colori si estese poi al resto della città, e arrivò anche alle case sospese sul fiume Amadoiro, arroccate sulla collina, alcune delle quali approfittando delle mura rinforzate ai tempi di Filippo per proteggere Villajoyosa dai pirati.

La spiaggia di Villajoyosa è molto bella, con parchi giochi per bambini e ampie distese di sabbia per godersi il bel mare.

Se sei goloso o viaggi con bambini, ti suggerisco di visitare il Museo del cioccolato Valor, una delle aziende di cioccolato più conosciute oggi, nata in questa città.

Potrai capire come nei primi decenni del XIX secolo, grazie ad un forestiero che, secondo si racconta si stabilì in questa cittadina insieme ad altri, tutti in fuga dalle guerre napoleoniche, arrivò in questa terra la industria del cioccolato.

4. Il mercato del pesce di El Campello

Il mercato del pesce di El Campello è uno dei pochi in Spagna dove tutti possono comprare il pescato, anche chi non ha una attività commerciale.

Ogni pomeriggio i pescatori vendono il pesce agli amanti del buon cibo, che “dal mare” portano a tavola un prodotto squisito in un contesto tradizionale e unico, un vero spettacolo locale da non perdere.

5. Piscine naturali della Costa Blanca

Le piscine naturali della Costa Blanca sono il luogo ideale per un bagno rinfrescante, e una grande alternativa per scoprire angoli interni con un fascino naturale molto speciale.
Les fonts d’Algar, per esempio, sono un paradiso dove godersi la natura vicino al bel paesino di Callosa d’en Sarrià.

El Gorg del Salt, a Planes, è una cascata impressionante con una caduta di 5 metri.
Altri luoghi incantevoli sono il bacino del Guadalest, l’Alt de Senabre, il Salt de Xixona, il ponte di Lorcha, il Toll blau, il Font Major de Sella, la via verde del Serpis tra Lorcha e Villalonga o il Molí L’Ombría.

6. I musei di Guadalest

Guadalest è uno dei borghi più belli della Spagna.

Tra i numerosi punti d’interesse di questo pittoresco paesino ci sono i suoi musei, veramente tanti in uno spazio così relativamente piccolo.

Ti voglio presentare due, molto particolari e sorprendenti, che custodiscono le opere di Manuel Ussá, un incredibile artista che, su scala microscopica e a mano, esegue le sue sculture trattenendo il respiro ogni pochi secondi tra i battiti del cuore: Il Museo Microgigante ed il Museo delle Microminiature.

Nel Museo Microgigante di Guadalest, personaggi bizzarri e surreali le cui membra diventano rami d’albero nascono da una scultura a forma di cuore gigante, lenti d’ingrandimento puntano a microsculture impercettibili all’occhio umano come la Basilica di San Basilio di Mosca scolpita all’interno di una minuscola conchiglia, un autoritratto scolpito su un granello di sabbia che poggia sulla testa di uno spillo, o la sepoltura del conte di Orgaz di El Greco dipinto su un chicco di riso.

Per raggiungere il primo piano Ussá ha progettato una scala all’interno di una gigantesca conchiglia, e uscendo dalla conchiglia ci si imbatte improvvisamente in un’altra meravigliosa scultura, un cavallo dalla cui cima un grande e abbondante ramo si estende sul soffitto.

Nel Museo delle Microminiature si possono vedere altre micro-opere, come La maja nuda dipinta sull’ala di una mosca, un presepe scolpito sulla testa di un fiammifero o una rosa dipinta sulla sezione di un capello.

7. Il Melograno Mollar di Elche, denominazione di origine protetta

Il melograno (granada in spagnolo) Mollar, con la sua dolcezza unica ed il suo seme eccezionalmente morbido, è l’unico melograno con una denominazione d’origine protetta.
È stato coltivato in queste terre fin dall’antichità, come dimostra il sito archeologico di La Alcudia, dove sono stati trovati resti di buccia usata nelle cucine come combustibile o frutti all’interno di vasi di ceramica.

I territori del Baix Vinalopó, L’Alcantí e la Vega Baja, nella provincia di Alicante, sono considerati la terra del Melograno per eccellenza, sia a livello nazionale, con quasi il 90% della produzione, che a livello europeo, essendo i principali produttori.

Ci sono esperienze molto belle che si possono vivere per assaporare e scoprire il mondo di questo meraviglioso frutto, come ad esempio fare colazione in mezzo a un campo di melograni, con succo appena spremuto, toast con marmellata di melograno e melograno fresco, imparando a sbucciarlo.

8. I nespoli di Callosa de Ensarriá

A soli 15 chilometri dalla costa, il paesino di Callosa d’en Sarrià si trova in mezzo a campi di nespole, aranci e avocado.

Il nespolo, originario della Cina e del Giappone, ha trovato in questa zona una perfetta acclimatazione, diventando una bontà tale da meritare una denominazione di origine protetta in diciannove comuni della Comunità Valenciana, appartenenti alle regioni di Marina Baja e Campo de Alicante.

La primavera, quando si iniziano a raccogliere i primi frutti, è il momento ideale per passeggiare nei campi, capire il processo di coltivazione, assaggiarli in campagna, provare la tipica torta di formaggio e nespolo, le tapas e pinchos elaborati con questo frutto e per assaggiare i piatti proposti dai ristoranti locali.

9. Parco archeologico di La Alcudia (Elche)

A soli due chilometri dal centro di Elche, il rinomato sito archeologico di La Alcudia fu il primo insediamento della città di Ilice, capitale del suo territorio durante il periodo iberico, dal Neolitico fino al X secolo.

Dichiarata colonia dai romani, dominò fino a quando gli arabi fondarono la nuova città, l’attuale Elche.

Ad Alcudia fu trovata nel 1897 la famosa Dama di Elche, una bellissima scultura, massima espressione artistica della cultura iberica, che ora si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Madrid.

Altre meraviglie da non perdere sono i reperti preistorici, i vasi dipinti dell’epoca ibera come il grande Kalathos (popolarmente conosciuto come “la tonta del bote” per il volto “stupidotto” rafigurato), la giara dell’Eroe, curiosi oggetti romani e visigoti, le case ibere, le mura, le terme, il foro e le abitazioni romane, la cisterna di Venere, il tempio ibero e la basilica.

10. Il sentiero delle palme più particolari di Elche

Con questo percorso, nel palmeto storico di Elche dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, potrai scoprire 19 delle palme più particolari di Elche, per la loro storia, morfologia e bellezza naturale.

Alcuni esempi sono la Palma Imperiale, che deve il suo nome all’imperatrice Sissi, rimasta meravigliata quando la vide nell’autunno del 1894; il Candelabro, con 5 braccia che spuntano ad un’altezza di circa 4 metri in due estremità opposte, allineate come un candelabro ebraico; il tubo di San Placido, una palma unica che man mano che cresceva si piegava gradualmente fino a sdraiarsi completamente assomigliando ad un tubo; il tridente, con tre braccia di dimensioni simili che emergono dal suo tronco a circa tre metri da terra; la vite, una palma che è cresciuta curiosamente a forma di spirale; o il cobra, con tre quarti del suo tronco esteso per terra e l’ultima sezione che si alza in verticale, ricordando un cobra minaccioso.

E per continuare l’esperienza intorno alle palme di Elche, non perdere l’opportunità di assaggiare il tipico pane di datteri, un dolce fatto con datteri secchi snocciolati e pressati con mandorle crude, cannella e anice, la marmellata di datteri, i datteri freschi, o una delle tapas più popolari della città: le delizie di Elche, datteri ricoperti con la pancetta e con un cuore di mandorle, e poi fritti.

Sonia Seco
Sonia Seco
Articoli: 86

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *