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Turismo rurale in Spagna in autunno

Tra i paesaggi tipicamente castigliani della provincia di Segovia, a pochi chilometri a nord di Madrid, sulle pendici settentrionali della Sierra de Ayllón, si trovano dei paesini meravigliosi e unici nel suo genere, totalmente immersi nella natura, ideali per una vacanza all’insegna del turismo rurale in Spagna.

Hanno la particolarità di essere colorati di rosso, nero e giallo. Tra poco ti spiego il perché di questa curiosa caratteristica.

Oltre che una vacanza in se stessa, questa zona della Spagna è anche una bellissima meta da raggiungere in autunno e primavera dalla capitale spagnola. Seguendo l’itinerario dei borghi neri, rossi e gialli della provincia di Segovia si va alla scoperta della vera essenza della Castiglia, per vivere terre genuine e scoprire le tradizioni di paesini che si conservano nel tempo.

La diversità geologica di queste colline, ricche di argilla, arenaria ferruginosa, ardesia e quarzite bianca e gialla, ha sempre fatto parte dell’architettura tradizionale di questi incantevoli paesi, che appaiono armoniosi e affascinanti, perfettamente incorniciati nel territorio di cui fanno parte, poiché le persone hanno sempre costruito le loro case utilizzando i materiali che avevano a disposizione nelle vicinanze, e sono un tutt’uno.

Riaza

Credito: Traveler

Un buon punto di partenza per andare alla scoperta di questi affascinanti paesini colorati della Spagna è il Mirador (belvedere) de Peñas Llanas che si trova a circa un chilometro al di sopra dell’eremo di Hontanares, appena fuori del paese di Riaza. La panoramica sulla pianura segoviana è magnifica e la vista si perde verso i confini di quattro province: Montejo de la Vega de la Serrezuela (Segovia), la vetta di Grado (Guadalajara), Somosierra (Madrid) e, nelle giornate più limpide, i Picos de Urbión (Soria).

Riaza si trova a nord della catena montuosa dell’Ayllón, a un’altitudine di 1190 metri, ed è una destinazione molto amata dagli amanti del turismo rurale e naturalistico della Spagna.
Meritano una visita la sua bella Plaza Mayor, circondata da tribune permanenti in pietra che fungono da arena per la corrida e portici dove le case nobiliari costruite nel XVIII secolo conservano ancora le loro facciate blasonate, la chiesa di Nuestra Sra. del Manto e i suoi eremi, come quello di San Roque, di San Juan e di Hontanares, ma anche il suo spettacolare ambiente naturale circondante, come l’Hayedo della Pedrosa e la stazione sciistica di Pinilla, considerata la migliore delle montagne del Sistema Central spagnolo.

Ayllòn

Credito: Segoviaturismo

Ayllón è uno dei paesini più ammalianti della Spagna. Dista circa 135 Km da Madrid.
Dall’insediamento Celtibero che era in origine, Romani, Goti, Visigoti e Musulmani l’hanno poi arricchito lasciando le loro testimonianze sia sul paese che nelle zone circostanti.

Nelle sue strade sono passati numerosi personaggi della storia spagnola, come i re Alfonso VI, Alfonso VII, Alfonso VIII, Fernando III, Fernando IV, Juan II e l’Infanta Isabel, vescovi, membri della nobiltà e lo stesso Cid Campeador.

Nel suo centro storico, dichiarato Sito Storico-Artistico, si entra dall’Arco medievale de Ayllón. Questa porta è l’unica rimasta delle antiche mura che scendevano dal castello e circondavano l’intera città.

In una bella passeggiata per le strade del paesino spagnolo di Ayllón potrai notare la bellissima facciata in stile plateresco del Palacio de los Contreras, costruito nel 1497, il Municipio, costruito nel XVI secolo per ordine dei marchesi di Villena, con lo stemma della famiglia ancora conservato sulla facciata, l’antica chiesa romanica di San Miguel, oggi sede dell’Ufficio del Turismo, la Plaza Ángel del Alcázar, dove si trova la chiesa di Santa María la Mayor, la Casa de la Torre, il più antico edificio civile di Ayllón, il Palacio del Obispo Vellosillo, costruito alla fine del XVI secolo e che ospita il Museo di Arte Contemporanea e la Biblioteca Comunale, la chiesa di San Nicolás, di cui rimane solo il portale romanico, e la Torre de la Martina, unica parte superstite dell’antica fortezza araba del XIV secolo insieme a una piccola parte della cinta muraria, nota come Los Paredones. Da qui i musulmani difendevano l’avanzata dei cristiani dalla linea del Duero e la vista sulla città e sulla Sierra de Ayllón è spettacolare.

I borghi gialli: Alquité e Martín Muñoz de Ayllón

Credito: Segoviaturismo

Alquité si trova a 1.280 metri d’altitudine. Il colore zafferano delle sue case è dovuto al minerale di quarzita con il quale sono stati costruiti gli edifici.

Se cerchi luoghi dove fare turismo rurale in Spagna, qui ti troverai sicuramente nel posto giusto.
Questo affascinante paesino spagnolo è sovrastato dalla chiesa in stile romanico di San Pedro, una delle più antiche e singolari della provincia.

Da Alquité è possibile fare escursioni e passeggiate nel rovereto che circonda la località. Poco distante si arriva, anche a piedi, nel paesino di Martín Muñoz de Ayllón, un altro borgo giallo nel quale spicca la chiesa di San Martin de Tours, il patrono del paese.

Si dice che dalle sue cave fu presa l’ardesia utilizzata per costruire il tetto del Palazzo del Real Sitio de la Granja de San Ildefonso e il pavimento della Cattedrale di Segovia.

I borghi rossi: Villacorta e Madriguera

Credito: El País

Villacorta è un paesino spagnolo di poco meno di 30 abitanti, un borgo rosso incantevole e tranquillissimo, senza bar ne senza ristoranti, con le case di un colore rosso intenso dovuto all’utilizzo di pietre ferruginose e argillose nelle costruzioni, essendo questa una zona dove tradizionalmente si è sempre estratto minerale di ferro e pigmenti.

Questo bel villaggio si trova a un’altitudine di 1.092 metri sul livello del mare. La sua chiesa, dedicata a Santa Catalina, si distingue per il suo portico romanico e un soffitto a cassettoni mudéjar del XVI secolo. Nelle vicinanze si trovano due colombaie, un ponte romano che attraversa il fiume Vadillo, un mulino e l’eremo di San Roque.

A Madriguera, anche questo con pochissimi abitanti (solo una quarantina), potrai ammirare le sue case rosse abbellite con balconi in legno su strade selciate molto belle. Nelle vicinanze c’è un’antica miniera di caolino e una sorgente di acque ferruginose.

I borghi neri: El Muyo, Becerril, Serracín ed Il Negredo

Credito: Segoviaturismo

El Muyo è uno dei borghi più alti della provincia di Segovia (1.285 m). La roccia nuda e nera su cui sorgono direttamente molte case è visibile chiaramente nei dintorni della chiesa dei Santos Mártires, che conserva una croce processionale gotica molto interessante.

Il paesino spagnolo di Becerril si trova a un’altitudine di 1.241 metri. La sua chiesa romanica di Nuestra Señora de la Asunción è notevole. Possiede un’abside circolare molto ben conservata e una tavola romanica di grande bellezza. Nei dintorni si trovavano miniere di ferro e di ampelite (un tipo di ardesia molto morbida) e un importante bosco di agrifogli con bellissimi tassi, sorbi e frassini.

Serracín si trova sulle pendici del Monte Pizarral, a un’altitudine di 1.230 metri. Della chiesa della Natività rimane solo il campanile. Sulla collina di Mingohierro c’erano due miniere d’argento e una di carbone, oltre a una miniera di ardesia.

A El Negredo c’è la chiesa di Nuestra Señora del Vallehermoso, di origine romanica, dove spicca il suo bel portico rinascimentale e la cappella di Nuestra Señora del Rosario. Nelle rimangono alcune vecchie miniere di allumina.

Percorrere questo itinerario tra i borghi neri, rossi e gialli della provincia di Segovia ti farà scoprire una delle destinazioni di natura e turismo rurale più particolari della Spagna.

Sonia Seco
Sonia Seco
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