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Turismo naturalistico vicino a Segovia

La città di Segovia è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Talmente la sua ricchezza storica, monumentale, culturale e gastronomica è importante che, come ti ho raccontato nel mio articolo Cosa vedere in 1 giorno partendo da Madrid, se hai la possibilità di dedicarle almeno una giornata, resterai davvero meravigliato e con il desiderio di ritornare.

Scoprirai appunto che la città offre davvero molto, che è un vero gioiello, e sicuramente programmerai un viaggio per conoscerla meglio, così come la sua provincia, una delle nove che formano l’ affascinante regione di Castiglia e León.

Se vuoi sapere Cosa vedere a Segovia città, puoi leggere l’articolo che ho scritto sul blog qualche mese fa, dove ti parlo delle sue bellezze uniche: l’Acquedotto Romano, la Cattedrale, l’Alcazar, il Torreon de Lozoya, la chiesa di San Martin, la Casa-Museo di Antonio Machado, il suo quartiere ebraico, la Casa de los Picos…

Ma anche la provincia è ricchissima di storia, monumenti, borghi incantevoli e bellezze naturali.
Ho voluto scrivere questo articolo specialmente per gli amanti del turismo naturalistico, per fare conoscere le principali bellezze naturali di questa genuina zona dell’ entroterra castigliana, spesso insolita e sconosciuta al turismo di massa, ma senz’altro con paesaggi naturali tra i più belli in Spagna.

La Valle del fiume Eresma

Credito: TurismodeSegovia – Eduardo Nave

Una delle aree verdi più apprezzate dai segoviani è la Valle dell’ Eresma, situata ai piedi dell’Alcazar di Segovia, sulla riva destra del fiume.

Spesso scendono lì per fare sport, rilassarsi e passeggiare intorno alla chiesa di Vera Cruz, al santuario di La Fuencisla, al convento delle Carmelitane Scalze o al monastero di El Parral.
Questo spazio, particolarmente apprezzato da chi pratica il turismo naturalistico, è molto piacevole in qualsiasi periodo dell’anno, ma in autunno diventa specialmente magico grazie ai colori della vegetazione fluviale tipica della zona.

La Granja de San Ildefonso

Real Sitio de la Granja de San Ildefonso – Credito: Segoviaturismo

A due passi dalla città di Segovia, ai piedi della catena montuosa del Guadarrama, si trova il Real Sitio de La Granja de San Ildefonso, dichiarato Sito Storico Monumentale. E’ senz’altro tra i luoghi più belli da visitare vicino a Segovia e una delle principali attrattive naturalistiche nonché monumentali.

È uno dei migliori esempi di splendore monarchico del XVIII secolo, costruito da Filippo V, il primo Borbone a regnare in Spagna, ispirato dalla sua infanzia trascorsa alla corte francese del nonno, Re Luigi XIV. Fu il suo palazzo preferito, residenza estiva e luogo di ritiro.

Il palazzo e i suoi meravigliosi giardini, nello stile di Versailles, sono spettacolari, il miglior esempio in Spagna di giardino alla francese.

L’abbondanza di acqua proveniente dalle montagne permise di abbellire il giardino con fontane monumentali e spettacolari giochi d’acqua. Il suo sistema idraulico originale è ancora in funzione.
Nei giardini, un’immensa varietà di piante e alberi mostrano in autunno una bellezza affascinante. Pioppi, ippocastani, querce, frassini, salici, tigli, ciliegi selvatici, olmi, aceri, sequoie giganti, prugnoli… creano uno scenario meraviglioso.

Borghi con incanto vicino a Segovia: Pedraza, Coca e Cuéllar

Castello di Coca – Credito: Segoviaturismo

Pedraza si trova a 40 chilometri da Segovia, ed è una destinazione molto bella da visitare se ti trovi a Segovia e hai un po’ di tempo a disposizione per girare nella provincia. Si tratta di un’affascinante borgo medievale, situato in uno splendido contesto naturale a oltre 1000 metri di altitudine, tra le catene montuose di Somossierra e Guadarrama. Fa parte dei borghi più belli della Spagna, e non stupisce che sia stato scelto per girare più di 200 serie e film.
Fare una passeggiata tra le sue strade acciottolate diventa un’esperienza indimenticabile. La sua splendida Plaza Mayor, le sue case signorili con balconi decorati con fiori, il suo castello in stile romanico costruito nel XIII secolo su un’antica fortezza araba (oggi museo dedicato al pittore Ignacio Zuloaga, suo antico proprietario), la chiesa romanica, l’antica prigione del XIII secolo, la porta della Villa (unico accesso al borgo) costruita nell’XI secolo quando l’intero abitato venne fortificato… la rendono un luogo molto speciale.

La cittadina di Coca si trova a 50 Km a nord-ovest di Segovia. E’ circondata da splendide pinete ed è nota per lo spettacolare castello del XV secolo, importante esempio di architettura militare gotico-mudejar in mattoni costruito dai musulmani che rimasero a vivere in Spagna dopo la Reconquista cristiana utilizzando elementi di ispirazione araba, mescolati allo stile cristiano esistente.

E’ considerato uno dei castelli più belli della Spagna. Una sua peculiarità è quella di non essere situato, come di solito accade per la maggior parte dei castelli, in una posizione elevata ma su un terreno completamente pianeggiante, circondato da un paesaggio naturale meraviglioso, protetto da uno dei meandri del fiume Voltoya.

Altre punti d’interesse da non perdere a Coca, sono i “Verracos” (cinghiali) celtiberi in granito, i resti di una casa romana, un tratto molto ben conservato delle mura medievali e la Puerta de la Villa (Porta della Città) che dà accesso alla città.

Cuéllar si trova a metà strada tra Segovia, dalla quale dista 60 Km, e Valladolid, situata a 55 Km, al confine tra le due rispettive province.

Il borgo è conosciuto come la capitale del mudéjar di Castiglia, una zona di confine durante la Reconquista dove la mescolanza di culture ha lasciato una magnifica eredità artistica.

Sono da vedere il castello, noto anche come Palazzo dei Duchi di Alburquerque, le mura e le sue porte (la Porta di San Basilio o Porta di Robledo, la Porta di Santiago, l’Arco di San Martín e la Porta di San Andrés), la meravigliosa pineta di El Pinar (15.000 ettari) per passeggiare, godere e sentire la natura, le sue case in pietra bianca locale, le sue case nobili come la Casa dei Daza o dei Rojas, il suo quartiere ebraico, la Plaza Mayor con la Chiesa di San Miguel e il Municipio, che un tempo era l’antica prigione, la zona archeologica, con le tombe dell’antica necropoli scavate nella roccia e diverse vasche in mattoni e muratura che venivano utilizzate per tingere stoffe, lana e tessuti in seguito trasformate in pozzi per lo stoccaggio della neve, note nel Medioevo come “fresqueras” per la conservazione degli alimenti, in particolare il pesce salato.

Si dice che Cuéllar sia il luogo dove si celebra la più antica corsa di tori della Spagna, fin dal XII secolo. Questa si tiene l’ultimo fine settimana di agosto.

Hoces del río Duratón (Le gole del fiume Duratón)

Hoces del Duratón – Credito: Segoviaturismo

A pochi chilometri da Segovia, le Hoces del Duratón sono un gioiello naturale dove il fiume forma spettacolari meandri e pareti alte fino a 70 metri sulle quali nidifica e vive una delle più grandi colonie di grifoni d’Europa. In autunno la vegetazione assume toni bellissimi, con l’oro e il verde delle pinete, salici e giunchi.

Questo piccolo angolo di paradiso è il luogo ideale per gli amanti del turismo sportivo e naturalistico, dove poter fare escursioni a piedi, in kayak o in canoa godendosi pienamente la natura. Ci sono stata con mio marito e i miei figli qualche anno fa e ci siamo divertiti davvero molto. Me lo ricordo come una gradevolissima esperienza di famiglia in mezzo alla natura più bella!

Hoces del Río Riaza (Le gole del fiume Riaza)

Credito: Turismocastillayleon

Le Hoces del Río Riaza si trovano nella località di Montejo de la Vega de la Serrezuela, a nord-est di Segovia e molto vicino alle province di Burgos e Soria.

E’ un canyon che arriva fino ad una profondità di 150 metri dove i grifoni e altri rapaci popolano le cavità calcaree in questo loro habitat naturale ideale. Vicino ci sono incantevoli villaggi come Maderuelo, Ayllón e Castillejo de Robledo, che meritano assolutamente una visita.

In autunno i pioppi assumono tonalità dorate e fanno di quest’area una spettacolare meta per passeggiate e relax.

Hayedo de Pedrosa

La faggeta di La Pedrosa si trova nel comune di Riofrio de Riaza, sul versante nord-occidentale della Sierra de Lobo-Cebollera, sulla salita al passo di La Quesera, già al confine con la provincia di Guadalajara.

È una delle tre faggete che si trovano sulle pendici del Sistema Centrale e l’unica sul versante segoviano.
La sua formazione risale al periodo terziario. All’epoca, il clima umido e freddo favoriva la crescita di queste specie alle latitudini molto meridionali della Penisola, ma poi il riscaldamento climatico e la diminuzione delle precipitazioni le fecero scomparire ed il loro habitat venne popolato da alberi meno esigenti come i lecci. La Pedrosa è, insieme alla faggeta di Montejo e alla faggeta di Tejera Negra (Guadalajara), la testimonianza di un’altra epoca, una delle foreste di faggi più meridionali del mondo.

Oltre a essere un bosco molto frondoso, con betulle, pioppi, sorbi, querce, lecci, salici e faggi centenari che lo rendono magico e spettacolare soprattutto in autunno quando le sue foglie assumono tonalità che vanno dal verde al giallo e al rosso intenso, offre anche viste spettacolari sulla valle del fiume Riaza e sui borghi circostanti.

Acebal de Prádena

Credito: Turismosierrasegovia

Il bosco di agrifogli di Prádena è il più grande bosco di agrifogli del Sistema Centrale spagnolo e anche d’Europa e dunque una delle principali attrattive naturalistiche da vedere in Spagna. Una facile passeggiata con partenza e arrivo in questa cittadina segoviana permette di scoprire non solo questo prezioso bosco, che si dice abbia fornito il legno per costruire le prime finestre del Palazzo Reale di Madrid, ma anche la spettacolare distesa di ginepri e querce secolari che vi cresce intorno.

L’autunno è il momento ideale per ammirare gli alberi di agrifoglio in tutto il loro splendore, poiché è in questo periodo dell’anno e in inverno che i loro frutti raggiungono il caratteristico colore rosso intenso, essendo una delle poche piante selvatiche che fornisce cibo agli animali nel periodo dell’anno in cui è più difficile trovarlo.

L’agrifoglio, insieme all’abete è un simbolo del Natale, che per volontà della Chiesa cattolica, per sostituire le celebrazioni pagane che ruotavano intorno al solstizio d’inverno con i riti cristiani che commemoravano la nascita di Gesù venne sostituito alle magiche note del vischio.
Da quel momento si è creata tutta una simbologia intorno all’agrifoglio nella celebrazione cristiana, vedendo le foglie pungenti dell’agrifoglio come la corona di Cristo, e le sue bacche rosse come il sangue versato in sacrificio.

Lagunas de Cantalejo

Una passeggiata nelle Lagunas de Cantalejo è stupenda in qualsiasi stagione dell’anno, ma in autunno risulta uno spettacolo unico. Si possono vedere anche le cicogne nere prima della loro partenza per l’Africa.

Questa meravigliosa area naturale, che si estende su una superficie di quasi 10.000 ettari, è davvero speciale insieme alla zona situata nei dintorni della città di Lastras de Cuéllar e di un tratto del corso medio del fiume Cega, che hanno delle caratteristiche similari.
Costituiscono insieme una delle più grandi pinete d’Europa, che copre una incredibile e vastissima area di dune fossili.

Fino a non molto tempo fa si pensava che queste pinete fossero state piantate da re Filippo II per rallentare l’avanzata delle sabbie depositate sulla pianura segoviana dopo milioni di anni d’erosione della Sierra de Guadarrama da parte dei fiumi Cega, Eresma e Pirón, e che dovuto anche all’azione dei forti venti stavano formando una zona desertica con dune gigantesche.

Ma oggi si sa, grazie all’esame dei pollini fossili, che queste pinete sono, come le lagune, lì da molto più tempo e che grazie a loro, soprattutto alle radici del Pinus pinaster, la specie predominante, le dune si sono fossilizzate.

E sono proprio quelle dune che oggi si possono scoprire “nascoste” sotto il suolo delle pinete che popolano gran parte del nord della provincia di Segovia. Alcune di queste dune hanno dimensioni impressionanti, arrivando a raggiungere i quindici metri di altezza e diverse centinaia di metri di lunghezza.

Con gli strati di argilla rimasti sotto quell’immenso manto di sabbia delle pinete, quando piove e la falda acquifera che le alimenta viene ricaricata, si formano tante piccole lagune che diventano una “oasi” irresistibile nelle pinete, soprattutto per gli uccelli e gli anfibi.

I pini sono sempre stati il principale motore dell’economia locale per secoli, permettendo lo sfruttamento del legname e l’industria della resina.

Queste lagune, tra i luoghi più belli da visitare vicino a Segovia se ti piace il turismo naturalistico, sono state usate tradizionalmente per abbeverare il bestiame, per l’estrazione e la vendita della torba e anche per l’allevamento e la pesca della tinca. Il “tenquero” si occupava dell’allevamento e della pesca di questo pesce, che poi vendeva ai villaggi circostanti.

Sonia Seco
Sonia Seco
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