La regione di Castilla y León

La regione di Castilla y León, perché visitarla

Con i suoi 94.226 chilometri quadrati, Castilla y León è la più grande comunità autonoma della Spagna e una delle più estese dell’Unione europea. La sua densità di popolazione è molto bassa. Pensa che ha all’incirca le dimensioni del Portogallo ma non arriva a 2.500.000 di abitanti, una quarta parte.

È composta da nove province: Ávila, Burgos, León, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria, Valladolid e Zamora. Nasce dall’unione moderna dei territori storici che hanno costituito e dato il nome alle vecchie corone di León e Castilla.

Il suo Statuto di Autonomia non definisce legalmente alcuna capitale per la regione, quindi l’ubicazione delle amministrazioni autonome è stata definita successivamente. Oggi Valladolid è la sede dei tre organi superiori di autogoverno della comunità: il presidente, la giunta e le Cortes di Castilla y León.

Dove si trova Castilla y León

Castilla y León si trova nel nord-ovest della penisola iberica. Limita con nove delle diciassette comunità autonome spagnole: a sud con Castilla-La Mancha, Madrid ed Extremadura, a nord con Asturie, Cantabria, Paesi Baschi e La Rioja, a est con Aragón e ad ovest con la Galizia, e anche con il vicino paese, Portogallo.

Come arrivare a Castilla y León

Castilla y León conta con 4 aeroporti: Villanubla a Valladolid, Matacán a Salamanca, Virgen del Camino a León e Villafría a Burgos. Si trovano tutti ad una distanza massima di 15 chilometri dalle città di riferimento, con accessi comodi e veloci.

Il momento storico che stiamo vivendo dovuto alla pandemia Covid19, purtroppo, ha comportato cambiamenti nella routine del traffico aereo in tutto il mondo, anche in queste terre, ma in circostanze “normali”, da questi aeroporti puoi volare regolarmente verso varie destinazioni nazionali.

Il treno AVE ad alta velocità collega la regione con Madrid. All’aeroporto Adolfo Suarez Madrid-Barajas, quello con il più alto traffico aereo in Spagna, si arriva da una moltitudine di destinazioni internazionali.

L’Alta Velocità colloca, infatti, la capitale a poco meno di un’ora da Valladolid e a 20 minuti da Segovia, con diversi orari giornalieri. Altre stazioni con molto traffico da e per Madrid sono la stazione ferroviaria di Salamanca-Vialia e la stazione di León.

Castilla y León dispone anche di una moderna ed efficiente rete di strade a scorrimento veloce che consentono un traffico fluido con il resto della penisola iberica e dell’Europa (il confine francese è a 150 km da Castilla y León).

Ambiente naturale

La regione occupa la parte settentrionale dell’altopiano centrale spagnolo (la Meseta), ed è circondata da catene montuose, su tutti i lati ad eccezione della zona di confine con il Portogallo. Queste montagne racchiudono le ampie pianure della Meseta, interrotte solo dal sistema più piccolo dei Monti Torozos al centro.

A nord troviamo i Monti Cantabrici, con cime aspre e appuntite, dove spiccano i Picos de Europa, con le vette più alte: Torrecerredo 2.648 m e Torre del Llambrión 2.642 m. I Montes de León si trovano a nord-ovest e hanno forme più dolci e arrotondate. Separano la regione dal territorio galiziano. Ad est della regione si trova il Sistema Iberico, mentre a sud c’è il Sistema Centrale, dove spicca la Sierra de Gredos, con le cime Almanzor 2.592 m e La Galana 2.564 m.

Il Duero è il fiume più importante che attraversa Castilla y León. Dei suoi quasi 900 km di lunghezza totale, circa 600 corrono in questa regione, da est a ovest, dalla sua sorgente nei Picos de Urbión (provincia di Soria), fino ad entrare in Portogallo attraverso le terre di Zamora, passando per le province di Burgos e Valladolid. Le sue acque bagnano importanti centri abitati come Soria, Aranda de Duero, Peñafiel, Tordesillas, Toro o Zamora.

Sebbene in misura minore, un altro dei fiumi più grandi della Spagna, l’Ebro, attraversa un breve tratto del nord delle province di Palencia e Burgos, quando dalla Cantabria, dove nasce, scorre verso La Rioja. Particolarmente significativo è il Canal de Castilla.

Non è un fiume naturale ma un corso artificiale di oltre duecento chilometri, un’opera civile con annesse infrastrutture, chiuse, fabbriche e mulini, la cui costruzione durò per quasi un secolo, dalla metà del XVIII alla metà dell’Ottocento, e voleva collegare le province di Palencia, Burgos e Valladolid.

Progettato come mezzo di trasporto di merci, principalmente cereali, la sua attività durò solo un secolo, e successivamente fu utilizzato come canale di irrigazione. Oggi puoi camminare e pedalare lungo il suo percorso. È molto interessante contemplare quest’opera e goderti l’ambiente naturale, allo stesso tempo che ammiri la bellezza di città come Frómista, Palencia, Valladolid o Medina de Rioseco, caratterizzate da monumenti architettonici di grande valore.

Clima della regione di Castilla y León

Il clima predominante nella regione è quello Mediterraneo con le sue caratteristiche continentali, dovuto all’altitudine e la disposizione delle montagne, che impediscono l’arrivo delle masse di aria marittima. Le temperature e le precipitazioni medie scendono man mano che si va dalla valle del Duero (10-12°C) verso le montagne come ad Ávila o Soria (1-3°C).

Ciò implica che gran parte delle precipitazioni in montagna si verifica sotto forma di neve. In inverno, anche sulla Valle del Duero c’è comunque un clima secco e freddo, con frequenti nebbie, che diventano persistenti al punto da provocare rugiada o gelo, a Salamanca chiamata cencellada. Ci sono quattro punti, dove il clima è più moderato: El Bierzo, la valle dell’Ebro, l’ovest di Soria (la zona che si trova sulle rive del fiume Jalón) e le alture più basse di Arribes del Duero.

Il mese più freddo è gennaio, potendo arrivare, tutta la regione, sotto i 0°C. Il mese più caldo è agosto, anche se le estati in realtà non diventano mai calde ma piuttosto fresche. La primavera e l’autunno sono stagioni brevi e irregolari ma molto gradevoli.

Il centro del bacino della valle del Duero è semi-arido, poiché molta più acqua evapora rispetto a quanto piove. Dalle regioni montuose il clima inizia ad essere umido, e nei Picos de Europa diventa addirittura molto umido.

Tradizione enogastronomica di Castilla y León

Le prelibate materie prime che si producono a Castilla y Leon sono la base della ricca tradizione culinaria della regione. Se dovessi descriverti in poche parole quali sono le delizie di questa terra, sottolineerei la qualità delle carni e dei loro vini. Per primo inizierò a parlarti delle carni e dei suoi derivati, e dei piatti unici che oltre alle verdure e i legumi locali si preparano con esse.

Passerò poi a presentarti i dolci tipici, perché vale la pena che tu conosca come sono le sobremesas spagnole, le colazioni e le merende. Finirò dedicando uno spazio all’ incredibile cultura enologica di questa regione. Ti consiglio, come del resto per tutti i miei scritti, di approfondire le tematiche trattate con il materiale stesso che si produce a livello locale, perché è impossibile esaurire con le mie pubblicazioni tutte le risorse turistiche che offrono le regioni spagnole.

La carne di Castilla y León

Nella cucina tradizionale delle province castigliano-leonesi, come ti anticipavo, le carni sono fondamentali. Valladolid, Palencia e le terre di Burgos (Aranda de Duero, ma anche Lerma), sono alcune delle migliori località dove poter gustare il delizioso lechazo, il nome che riceve l’agnello da latte con indicazione di origine geografica protetta – IGP Lechazo de Castilla, di razza esclusivamente Churra, Castellana o Ojalada e che mangia soltanto latte materno. Il modo tradizionale di cucinarlo è nel forno a legna con acqua e sale ma lo si trova anche come spiedino e arrostito su grandi lastre di metallo.

Segovia è erede di una cucina “da trattoria”, dove il forno è la stella, e la carne è il piatto per eccellenza, in questo caso soprattutto il cochinillo (maialino da latte). Come a Segovia, anche nella provincia di Salamanca, a Peñaranda de Bracamonte e in quella di Avila, ad Arevalo, cucinano meravigliosamente il maialetto, li chiamato toston. Sono notevoli anche la bistecca di manzo di Ávila, la carne di vitello di Cervera de Pisuerga e della Montaña Palentina ed il capretto di Soria.

Gli stufati e i ripieni di carne, cosi come gli insaccati, sono prelibatezze che in questa regione regalano momenti unici ai buon gustai. L’hornazo di Ciudad Rodrigo (Salamanca) è una torta salata ripiena di carne e uova sode, la caldereta è uno stufato d’agnello. Gli stufati si fanno anche con carne di lepre, di coniglio, di pernice e di piccione, conditi con spezie locali come il timo, la salvia o la lavanda. I torreznos de Soria sono strisce spesse di pancetta di maiale, tradizionalmente fritte nell’olio.

Sono molto apprezzati gli insaccati di Leon, come la cecina di carne bovina o il botillo del Bierzo, di carne di maiale ed il chorizo di Cantimpalos (Segovia). La morcilla è una salsiccia preparata con sangue di maiale cotto, condito con varie spezie e mescolato con altri ingredienti. E’ molto presente in tutta la gastronomia spagnola, e anche a Castilla y Leon si prepara in diversi modi. Famosissima è quella di Burgos, fatta con sangue e strutto, riso, paprika, sale e cipolla. E’ considerata da molti intenditori il miglior sanguinaccio del mondo.

Dolce di Soria

Ma sono molto tipiche altre morcillas come quella di Villada (Palencia), quella dolce di Soria, elaborata con il riso, la canela, il pane, i pinoli, l’uva passa e tanto zucchero, o il sanguinaccio di Valladolid, preparato con paprika, origano e, a scelta, pepe e chiodi di garofano.

Il “jamon iberico di Guijuelo, cosi come la carne bovina di razza morucha sono due delle tre denominazioni di origine della provincia di Salamanca. Presentandoti la terza, la lenticchia di La Armuña inizio a parlarti dei legumi e dei succulenti piatti unici che potrai degustare in questa regione.

Fagioli rossi di Ibeas

Buoni esempi sono i fagioli rossi di Ibeas e quelli della Granja de San Ildefonso, i ceci di Santa María la Real de Nieva, Santiuste, Valseca o Fuentesauco I.G.P. (tutti utilizzati per preparare i famosi cocidos), i ceci di La Moraña (Ávila), gli habones di Sanabria (Zamora), i fagioli bianchi del Barco (Avila), i fagioli di Saldaña (Palencia) o quelli di El Burgo de Osma (Soria). La sopa castellana, o sopa de ajo (zuppa di aglio), la olla podrida di Burgos ed il arroz a la zamorana sono ricette molto tradizionali.

Tartufo

Il tartufo nero è un’ autentico regalo che l’inverno fa alle terre di Soria. A Castilla y Leon viene prodotto il 70 % del latte di pecora dell’intera nazione, e i suoi formaggi sono spettacolari. Ti consiglierei di assaggiare quelli della regione Duero (provincia di Valladolid), il queso zamorano, l’Arrives de Salamanca, il queso de Valdeon (Leon), il formaggio Burgos, di solito mangiato con miele, mele cotogne o noci (un dolce noto come el Abuelo, il nonno”), o in insalata. Il Pata de Mulo viene preparato nella Tierra de Campos, nelle province di Palencia, Valladolid, Zamora e León, e la Torta de Oveja a Valladolid.

Burro di Soria

Il burro di Soria spicca per la sua qualità. I dolci tradizionali sono buonissimi, ecco alcuni dei più conosciuti: La maggior parte dei dessert a Valladolid sono nati nei conventi. Il più famoso è la zapatilla, in realtà chiamata Mantecado de Portillo, un biscotto con una consistenza farinosa coperto di glassa che si scioglie quando viene morso. Ci sono anche gli empiñonados, le almendras garrapiñadas di Villafrechos e i roscos de vino. Nel Real Sitio de San Ildefonso (Segovia) è tipica la torta Valsaín. Il ponche è uno dei dolci rappresentativi di Segovia, le deliziose yemas di Santa Teresa (dolcetti di tuorlo d’uovo e zucchero) sono invece una particolarità di Ávila. Le ciegas di Saldaña, i famosi biscotti di Aguilar de Campoo, i dolci di Osorno, la crema fritta o los socorritos de Cervera de Pisuerga, sono dolci tipici della zona di Palencia. Il bollo maimón ed il repelao (dolce dal sapore simile al marzapane) sono prelibatezze salmantine (di Salamanca). Las natillas de almendras e un’ ottima crema alle mandorle che si prepara a Zamora. E per chiudere in bellezza il nostro viaggio culinario ti voglio parlare del pane, che merita un’attenzione particolare in queste terre. Ti consiglio di non farti mancare a tavola il tradizionale Pan de Valladolid IGP e nemmeno il pane di Leon e Zamora, chiamato hogaza, davvero speciali. Se con lo squisito pane di questa regione si accompagno perfettamente le succulente pietanze di cui ti ho parlato, pensa alla esperienza che potresti vivere se in più le gusti con i suoi eccellenti vini.

Tradizione vitivinicola

La tradizione vitivinicola risale almeno al X secolo, come hanno dimostrato i documenti dei monasteri che ripopolarono la zona di Burgos. I massimi esponenti sono i vini rossi prodotti con la varietà Tinta del país o Tempranillo. D.O. Arribes del Duero (Zamora e Salamanca) Tra Zamora e Salamanca si trova il Parco Naturale Arribes del Duero, 180 km di canyon fluviali che hanno generato un microclima ideale per la coltivazione di vigneti, piantati su terrazzamenti. D.O. Bierzo (provincia di León) A nord-ovest di León il fiume Sil accoglie aree di grande importanza vinicola lungo il suo percorso. Le sue città, costruite in pietra e ardesia, mantengono le strutture originali. Il suo microclima, senza grandi fluttuazioni durante l’anno, favorisce la coltivazione della vite.

Mencía per i rossi e Godello per i bianchi sono i suoi principali vitigni. D.O. Cigales (Palencia e Valladolid) La regione si estende nella zona nord della depressione del Duero, su entrambe le rive del fiume Pisuerga, un suo affluente. Nei quartieri delle cantine di tutte le località che formano parte dell’area di azione della Denominazione di Origine, si testimonia la grande tradizione che il vino ha avuto per secoli in questa terra. Il piccolo paese di Cigales, incastonato tra vigneti e campi di cereali, famoso per essere la patria del Clarete (un vino rosato molto aromatico) ha circa 300 enoteche sotterranee, autentici labirinti scavati a diversi metri di profondità. D.O. Ribera del Duero (Burgos, Segovia, Soria y Valladolid). Nata attorno al Castello Peñafiel, è una denominazione molto prestigiosa che accoglie vigneti localizzati dentro una frangia de la conca del río Duero. In un mosaico romano del s. III trovato alcuni anni fa sul territorio ci sono già riferimenti alla produzione di vino nella zona. I due grandi nuclei della Ribera del Duero sono: Peñafiel (a Valladolid) e Aranda de Duero (a Burgos). Nel sottosuolo di queste popolazioni vi è un gran numero di cantine scavate.

La spettacolare Valle del Cuco (Valladolid) è conosciuta come la “Milla de oro”, o “la Toscana Castellana”, un tratto della strada N122 con vigneti e alcune delle cantine più prestigiose del mondo su entrambi i lati. Il vitigno principale è il Tempranillo, utilizzato sia per i vini rossi che per quelli rosati. D.O. Rueda (Valladolid, Segovia y Ávila) Questa denominazione si estende dalle rive del Duero di Valladolid alle aree settentrionali di Ávila e Segovia, nel cuore della Castiglia. Le sue origini enologiche risalgono all’XI secolo. Fu la prima delle denominazioni di origine di Castilla y Leon ad essere riconosciuta dal Ministero.

Le condizioni climatiche e le caratteristiche orografiche dei suoi terreni rendono questa zona ideale per la coltivazione della vite, in particolare dell’uva autoctona Verdejo, che conferisce ai suoi vini una personalità unica e caratteristiche inimitabili. D.O. Tierra de Leon (Leon, Zamora e Valladolid) La zona ha una lunga tradizione vinicola, rintracciabile almeno fino ai tempi dei romani, poiché era frequentata dai viaggiatori sulla Ruta de la Plata e su altre strade romane.

Una delle caratteristiche delle cantine tradizionali in questa zona è che sono cantine di grotte, cioè spazi scavati in piccole colline o promontori di terreno argilloso che sfruttano le irregolarità per formare gallerie che danno origine ai quartieri delle cantine. All’interno si crea un microclima ideale che consente la produzione di grandi vini, compresi i famosi vini ad ago/vinos aguja.

I vini più famosi di questa zona sono i rossi. D.O. Tierra del vino de Zamora Situata attorno alle rive del fiume Duero, è una zona vinicola tradizionale fin dall’epoca romana. Sebbene siano consentite elaborazioni bianche e rosè, la caratteristica essenziale di questi vini è quella di essere rossi corposi. D.O. Toro (Zamora e Valladolid) In una parte della provincia di Valladolid e soprattutto a Zamora abbiamo questa grande denominazione di origine della zona del Rio Duero.

La regione di Toro, a Zamora, ha una lunga tradizione nella vinificazione, fin dal Medioevo, essendo uno dei vini preferiti dei monarchi cattolici. Con questi vini si riempivano i magazzini reali e le navi che raggiungevano le terre del nuovo mondo. Il vitigno tipico in questa zona è la Tinta de Toro. V. C. Cebreros Nel sud-est della provincia di Ávila, attorno alla Sierra de Gredos e divisa in tre sotto-aree: la Valle del Alberche, la Valle del Tiétar e la Zona Pinares, è l’unica denominazione nel bacino del fiume Tajo. V.C. Sierra de Salamanca Questa piccola area tra le montagne del sud di Salamanca ha, ad oggi, solo 6 cantine protette all’interno della denominazione. In questa zona si produce anche olio di oliva extravergine di altissima qualità. V.C. Valles di Benavente (Zamora) La cultura della vinificazione risale almeno al tardo Medioevo.

Questa attività economica fu di grande importanza per la regione e quindi riconosciuta da Alfonso XI nel 1338. V.C. Valtiendas Nelle vicinanze di uno degli spazi naturali più belli della regione, il Parco Naturale Hoces del Río Duratón, troviamo questa piccola area vinicola nel nord di Segovia. Le cantine della zona sono concentrate a Valtiendas, località che dà il nome a questi vini. Praticare trekking, navigare in kayak nelle Hoces e visitare un’azienda vinicola della zona o i negozi di formaggi di Sacramenía sono esperienze meravigliose. I.G.P. Vinos de la Tierra de Castilla y Leon Le denominazioni di origine sono un marchio di qualità, ma è anche possibile che le cantine producano vini d’autore di alta qualità, ma al di fuori dei parametri regolamentati dei Consigli Regolatori, oppure che siano cantine che non sono geograficamente all’interno del territori regolamentati.

Per questo motivo la Junta de Castilla y León ha creato un’etichetta per questi vini, che potranno usare purché dimostrino qualità. DOCa Rioja (Bodegas de Burgos) La piccola porzione di terra della provincia di Burgos che è circondata dai due paesini della Rioja (Cihuri e Sajazarra), appartiene alla Denominazione di Origine Rioja. Dalle notizie che ho oggi, sembra che ci siano altre aree all’interno di Castilla y León che aspirano ad ottenere un certo riconoscimento. E’ il caso dei Vini del Cerrato Palentino, nella zona meridionale di Palencia.

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