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Il Generalife di Granada

Il complesso del Generalife sorge su una delle più antiche aree terrazzate d’Europa, conosciuta con il nome di El Cerro del Sol (la collina del Sole).
E’ formato da un meraviglioso palazzo e da una serie di magnifici giardini, sull’esempio del Giardino dell’Eden islamico.

Si trova nella città spagnola di Granada, nella regione dell’Andalusia, vicino alla famosissima Alhambra, ma all’esterno dalle sue mura già che doveva garantire il totale distacco dei sovrani. Oggi invece il Generalife è collegato all’Alhambra ed entrambi possono essere visitati con lo stesso ingresso.

Fu costruito dai Nasridi del Sultanato di Granada, l’ultima dinastia musulmana a sopravvivere in Spagna, tra il XII e XIV secolo.

Era la loro “almunia” (casa di campagna), il Palazzo con bellissimi giardini ornamentali e cortili dove i sultani e le loro famiglie si ritiravano e si riposavano, specialmente nei mesi estivi, e dove il seguito allevava il bestiame e svolgeva le attività agricole nei frutteti e negli orti, necessarie per rifornire le cucine dell’Alhambra.

Il massimo esponente dello stile ispano-arabo

In questo giardino, considerato il massimo esponente dello stile ispano-arabo o ispano-islamico, l’architettura, l’acqua, il paesaggio e la botanica si fondono per creare un’armonia che risveglia inaspettatamente i nostri sensi: una spettacolare vista sulla Sierra Nevada e sull’Alhambra di Granada, i profumi delle piante, i sapori dei frutti, il tatto levigato dei mosaici di ciottoli bianchi e neri, provenienti dai fiumi Darro e Genil rispettivamente, utilizzati nel XX secolo per la pavimentazione dei sentieri nel tipico stile di Granada, il mormorio dell’onnipresente acqua del fiume Darro, che portata dall’Acequia Real (Canale d’irrigazione Reale) dal cuore delle montagne vi scorre e saltella vivace…

Patrimonio Mondiale UNESCO

Nel 1984 l’Alhambra, il Quartiere dell’Albaicin ed il Generalife sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO per il grande valore e l’eccezionalità della loro architettura civile ispanico-musulmana, che illustra magistralmente il periodo della presenza islamica in Spagna, della vita degli emiri che dominarono questa parte della Spagna nei secoli XIII e XV.

L’origine del nome “Generalife” deriva dall’arabo “Yannat al-Arif”, che tradotto in castigliano significa “Giardini dell’ Alarife” ciò è dell’ Architetto, un’allusione al loro Dio, Allah, come architetto della Creazione.

I Jardines Nuevos (Giardini Nuovi)

I cosiddetti Giardini Nuovi, anche conosciuti come Giardini Bassi, delle Rose o del Laberinto, furono realizzati tra il 1930 e il 1931 dall’architetto Leopoldo Torres Balbás e occupano parte degli antichi frutteti dell’ almunia medievale. Furono progettati per fungere da collegamento tra i frutteti e il palazzo ed oggi costituiscono l’ingresso principale al Generalife.

Sono caratterizzati da un labirinto di siepi e arcate formate da roseti e cipressi, e dal grande Teatro del Generalife, che insieme al Palazzo di Carlo V e al Patio de Los Arrayanes (Cortile dei Mirti) dell’Alhambra, ospita ogni estate dal 1952 il Festival Internazionale di Musica e Danza di Granada, uno degli appuntamenti più popolari e tradizionali di tutta la Spagna.

Il Patio dell’Acequia

Dal Patio del “Descabalgamiento”, dove anticamente si lasciavano le cavalcature, si raggiunge il cuore del Generalife: il Patio de la Acequia.

Questo meraviglioso cortile è caratterizzato da una lunga fontana centrale che fa parte dell’Acequia Real, il canale d’irrigazione che distribuiva l’acqua a tutti i frutteti e all’Alhambra. Nel XIX secolo furono aggiunti gli elementi che la abbelliscono risultandone un chiaro esempio di armonia tra utilità e bellezza.

I suoi getti s’incrociano millimetricamente producendo un effetto davvero magico e ipnotizzante.

In fondo al patio si trova la Sala Regia, ornata dalle decorazioni in gesso tipiche dell’Alhambra, sempre stupende, ma in modo meno sfarzoso trattandosi di una casa di campagna.

Il cortile è chiuso all’esterno ma dal belvedere posto al centro del lato occidentale si scorge un meraviglioso paesaggio.

ll Patio del Ciprés de la Sultana

Attraverso una doppia galleria rinascimentale si passa dalla Sala Regia al Patio del Ciprés de la Sultana.

In questo cortile, un laghetto centrale costruito su una piccola cisterna è circondato da siepi di mirto. Questo contiene a sua volta un altro laghetto abbellito con una fontana in pietra.

Il cortile riceve questo nome perché secondo la leggenda, avvolta da un velo di magico romanticismo, proprio qui, sotto un vecchio cipresso, oggi un tronco secco, s’ incontravano Morayma, la sposa del re Boabdil e il suo amante, un cavaliere della tribù degli Abencerrajes. La storia finì tristemente per gli amanti perché quando il sultano venne a conoscenza del tradimento organizzò una festa per radunare ignari i 36 cavalieri facenti parte della tribù. Non sapendo quale fosse l’amante della regina, per assicurarsi che la vicenda si sarebbe risolta, il sultano fece decapitare tutti quanti in questo patio.

I Jardines Altos (Giardini Alti)

Una scala in pietra del XIX secolo chiamata la Escalera de los Leones (la scalinata dei Leoni) per i due leoni in ceramica granadina smaltata che coronano l’arco d’entrata, conduce alla parte superiore del complesso del Generalife, i cosidetti Jardines Altos, dove fontanelle, aiuole di arbusti profumati e bellissimi alberi come le meravigliose magnolie regalano una gradevole passeggiata in un contesto molto romantico.

Oggi, giunti alla sommità della collina, al punto più alto del complesso, troviamo il Mirador Romantico (il Belvedere Romantico), un punto d’osservazione in stile neogotico realizzato nel 1836 che regala splendide viste sul palazzo e i dintorni.

In epoca nazarì questo spazio era occupato dall’antica cappella di preghiera islamica voluta dai sultani.

Siccome risultava molto difficile da raggiungere dal Palazzo del Generalife, specialmente in estate per la pendenza del tratto e l’eccessivo calore, fu necessaria la costruzione di una scala, la cui realizzazione risultò una soluzione geniale e una novità architettonica per quell’epoca. Questa scala è tuttora esistente, ed è conosciuta come la Escalera del Agua (la scalinata dell’Acqua).

Progettata come un sahn o spazio dove fare le abluzioni prima di pregare, la scalinata è interamente coperta da una splendida volta di allori ed interrotta da diversi pianerottoli circolari con basse fontane per riposare lungo la salita. E’ affiancata da un muro che funge da corrimano, con dei canaletti fatti di tegole e mattoni imbiancati dove scorre acqua fresca (da qui il nome dell’opera) producendo un suono rilassante, mentre rinfresca lo spazio che ne risultava così ombreggiato e fresco.
Buona passeggiata!

Sonia Seco
Sonia Seco
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