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I giardini botanici più belli della Spagna

I giardini botanici della Spagna svolgono un importante lavoro di conservazione e ricerca della biodiversità naturale e, come in generale tutti i giardini botanici, contribuiscono a farci prendere coscienza dell’importanza di proteggere il nostro ambiente.

Allo stesso tempo sono anche meravigliose porte che si aprono davanti a noi per regalarci l’opportunità di vivere la natura all’interno delle città e di scoprire la ricca biodiversità delle piante autoctone e di quelle provenienti da altre parti del mondo durante una gradevole passeggiata.

Spesso questi spazi offrono spesso attività e laboratori didattici per i bambini e visite guidate.

Ho preparato una piccola guida per farti conoscere alcuni dei più bei giardini botanici della Spagna.

Il Giardino Botanico Reale di Madrid

Voluto da Fernando VI, il Giardino Botanico Reale di Madrid fu creato nel 1755 sulla riva del fiume Manzanares, nella chiamata Huerta de Migas Calientes, nei pressi dell’attuale Puerta de Hierro. All’epoca custodiva le oltre 2.000 piante che José Quer, botanico e chirurgo, aveva raccolto durante i suoi numerosi viaggi nella Penisola Iberica o ottenuto attraverso scambi con altri botanici europei.

Nel 1774 Carlo III diede ordine di spostarlo nell’attuale sede, sul Paseo del Prado, accanto alla facciata del famoso Museo del Prado, dove fu inaugurato nel 1781. In quegli anni furono costruite le tre terrazze, le piante furono disposte secondo il metodo di Linneo – uno dei più importanti botanici della storia – e furono istallati anche il recinto che circonda il Giardino e la serra nota come Padiglione Villanueva.

E’ stato dichiarato Giardino Artistico ed è un centro di riferimento molto importante del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo.

Oggi ospita oltre 5.000 specie diverse di alberi e piante provenienti da tutto il mondo, tra cui la famosa collezione di bonsai donata dall’ex presidente del governo spagnolo Felipe González, piante medicinali, piante ornamentali, rosai antichi, piante aromatiche, piante da frutto e l’erbario più importante della Spagna.

Sabatini, architetto del re Carlo III, e Juan de Villanueva, a cui si devono il Museo del Prado, l’Osservatorio Astronomico e altre opere, si occuparono del progetto.

Il Giardino Botanico Storico di Barcellona

Se vuoi trascorrere una giornata in piena natura senza dover allontanarti dalla città e sentire come era Barcellona prima della sua urbanizzazione, ti suggerisco di salire sul monte di Montjuic e visitare il Giardino Botanico Storico di Barcellona.

Già dall’epoca romana, e fino alle Olimpiadi del 1992, dalle cave di questa montagna si estraeva la pietra che serviva all’edificazione della città.

Gli spazi vuoti lasciati da questa attività, chiamati “sots” sono diventati poi un polmone verde che nasconde gioelli impensabili come la Masia di Montjuic, una casa di campagna tipica catalana costruita per l’Esposizione Universale del 1929 dall’Associazione degli Allevatori (Ramaders) con l’obiettivo di mostrare come era la vita rurale catalana, o lo spettacolare Orto Storico che la circonda, che conserva erbe e piante molto particolari, ogni praticamente inesistenti ma che formavano parte della vita quotidiana locale dell’epoca.

I muretti a secco della tenuta sono stati costruiti con la pietra locale che si estraeva, oggi introvabile, e come le pozze, la cascata e tutta la natura presente ospita specie animali autoctone molto rare da vedere, come il “totil”, un rettile che abitava il territorio di Barcellona prima che essa diventasse una città vera e propria. Sentire il suo gracidio, soprattutto con la luce del tramonto, è molto particolare perché ti porta indietro nel tempo, nella magica atmosfera che doveva regnare li molto tempo addietro. 

Il Giardino Botanico Storico fu creato subito dopo l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929,  per raccogliere il lascito di vari giardini serviti ad abbellire quella zona della città in quella occasione.  

In questa oasi cittadina trovi l’albero più alto di Barcellona, così come l’albero più grande della città, e quello più monumentale… veri gioielli naturali da non perdere.

La temperatura che si registra nella parte inferiore del Giardino Botanico Storico è mediamente 4° al di sotto di quella che si registra in altre zone di Barcellona, il che favorisce la crescita di specie che abitano in zone con un clima più freddo, rarissime da vedere altrove nella città.

Dovuto alle azioni urbanistiche realizzate con motivo delle Olimpiadi del 1992, questo spazio fu chiuso per quasi 20 anni e nel 1999 venne inaugurato un nuovo Giardino Botanico, a circa 1 km di distanza, dietro lo Stadio Olimpico.

Dal 2003 fortunatamente è possibile visitare entrambi.

La funzione del nuovo Giardino Botanico di Barcellona, parte del Museo di Scienze Naturali, è quella di conservare e far conoscere la vegetazione delle cinque regioni del mondo con clima mediterraneo: Australia, California, Bacino del Mediterraneo, Sudafrica e Cile.

E’ concepito come un giardino di acclimatazione, ciò è quella tipologia di giardino noto fin dall’antichità (venivano già utilizzati in Egitto e in Mesopotamia) dove veniva testata la capacità di diverse specie vegetali provenienti da altre parti del mondo di sopravvivere nel clima locale.

Il panorama, il silenzio e a bellezza naturale regalano una rilassante passeggiata ed invitano ad un momento di relax seduti sulle panchine che si trovano lungo i sentieri.

Tra le specie più importanti ed particolari di questo giardino ci sono un esemplare di albero del sapone cinese, un grande albero di giuggiole, un esemplare di Albizia Procera, l’albero del corallo e l’albero della gomma giapponese.

Nel 2003 vi fu inaugurato il Memoriale dell’AIDS di Barcellona con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza pubblica della malattia: Un albero di ulivo al centro del parterre con all’interno lastre di pietra allungate su cui è scritta una poesia di Miquel Martí i Pol .

Il Giardino Botanico di Valencia

Il Giardino Botanico di Valencia è un’oasi nel cuore della città.

È un luogo dove gli abitanti della città trascorrono spesso il loro tempo libero. E’ bello e facile vedere gli anziani del posto seduti tranquillamente a prendere il sole nelle panchine, le mamme che passeggiano con le carrozzine e le coppie che si godono una passeggiata romantica.

Questo giardino è conosciuto come il Giardino Botanico dell’Università di Valencia, in quanto è sempre dipeso dall’università ed è a tutti gli effetti uno spazio universitario aperto al pubblico.

Creato nel 1567, è uno dei giardini botanici più antichi d’Europa.

La sua ubicazione è cambiata più volte fino che nel 1802 venne spostato nel luogo in cui si trova oggi, nel centro storico della città, molto vicino alle Torres de Quart, in un luogo noto come Huerto de Tramoyeres.

Per tutto l’Ottocento gli studenti in botanica utilizzarono questo luogo per fare i loro esperimenti, ricerche e studi.

Occupa un’area di quasi 4 ettari. Ci sono circa 4.500 specie in 27 collezioni. La collezione più ampia è la Scuola Botanica, composta da 16 dipinti in cui si può osservare l’evoluzione delle piante. Il resto degli spazi che compongono il giardino sono monografici: palme, rampicanti, serra tropicale con orchidee, felci, piante carnivore, piante acquatiche, flora valenciana… ordinati secondo 3 criteri, piante utilizzate dall’uomo, piante coltivate dall’uomo e piante dello stesso ambiente ecologico.

Nelle calde giornate d’estate l’umbraculum, è il luogo perfetto per riposarsi un’ attimo durante la visita, all’ombra e al fresco.

Durante tutto l’anno, il giardino botanico organizza vari eventi e workshop su varie tematiche come il giardinaggio, il mondo dei condimenti, la cosmesi naturale, le piante aromatiche, yoga, ecc.

Il Reale Giardino Botanico di Córdoba

Il Reale Giardino Botanico di Córdoba è situato sulle rive del fiume Guadalquivir.

Tra le sue particolarità ci sono il giardino tattile-olfattivo, il roseto, uno spazio dedicato alle specie selvatiche andaluse in pericolo di estinzione, una collezione di oltre 200 specie di alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo, un’importante coltivazione di ficus, una collezione di flora mediterranea della penisola iberica, la scuola d’agraria, piante autoctone dell’Africa e la foresta di pietra (una raccolta di grandi piante fossili).

La città di Córdoba è conosciutissima per i meravigliosi cortili che le sue case tipiche ospitano all’interno, tutti dipinti tradizionalmente di bianco e abbelliti da gerani piantati in vasi colorati di terracotta (macetas). Nel Giardino Botanico di Córdoba ne potrai vedere un meraviglioso esempio.

Il Giardino Botanico Storico La Concepción di Malaga

Il terreno su cui sorge oggi il Jardin Botánico Histórico La Concepción era un tempo occupato da diverse tenute sulle rive del fiume Giadalmedina, a nord della città di Malaga.

Erano coltivate principalmente a cereali, ulivi, mandorli, viti e agrumi e custodivano resti archeologici molto importanti come mosaici romani e la famosa Lex Flavia Malacitana, un bronzo con le leggi romane che governavano Malaga nell’82 d.C., oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale.

I marchesi di Casa Loring, giunti in città in cerca di fortuna, fondarono alla fine dell’800’ l’Hacienda de la Concepcion e vi crearono un giardino ispirato alle ville e ai palazzi che avevano visto in Europa durante la loro luna di miele, e si dedicarono molto anche alla conservazione dei pezzi storici.

Nel 1990 il Municipio di Malaga acquistò la proprietà e dal 1994 questo giardino storico-artistico, considerato di interesse culturale, è aperto al pubblico.

Il Giardino Storico di La Concepción si estende su una superficie di 3,5 ettari ed è caratterizzato per il suo tracciato, praticamente intatto, sul fianco di una collina, dove scorrono ruscelli che formano bellissime cascate. E’ una vera oasi di pace. Ci sono ad esempio dei magnifici ficus centenari, pini, cipressi, cedri, araucarie, piante di bambù, ninfee e una meravigliosa pianta di glicine che copre il bel gazebo in ferro del XIX secolo.

Intorno al giardino storico sorge il Giardino Botanico, dove le collezioni di piante sono organizzate secondo criteri scientifici. Si possono ammirare piante acquatiche, piante preistoriche, una zona dedicata alla biodiversità, piante insettivore, bromelie e orchidee, palme, piante africane, una collezione di bambù, cactus e piante grasse, una collezione di alberi da frutto subtropicali e la limonaia storica.

Molto particolare è anche il percorso che propone “Il giro del mondo in 80 alberi”, e la parte dedicata alle piante autoctone come gli ulivi e le viti di uva tipica di Malaga.

Il Giardino Botanico di Saragozza

Il Giardino Botanico di Saragozza si trova nel Parque Grande José Antonio Labordeta, al centro della città, capoluogo della regione aragonese.

Oggi vi si può passeggiare tra specie vegetali provenienti da tutta la Spagna e da diverse parti del mondo, anche se si distingue soprattutto per le specie autoctone dell’Aragona.

Bellissime sono le antiche panchine decorate con piastrelle (azulejos), che conservano ancora la pubblicità originale, e molto interessanti sono la curiosa scultura dell’orologio ad acqua, e la stazione fenologica, un luogo dove si studiavano le piante che meglio si adattavano all’ecosistema della città per scegliere quelle che oggi abbelliscono i parchi e i viali di Saragozza. 

Sonia Seco
Sonia Seco
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