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Dolci spagnoli tipici del Natale: Il torrone di Jijona/Xixona

La cittadina di Jijona (o Xixona in valenciano) si trova nell’ entroterra della Comunità Autonoma Valenciana, a circa 30 minuti a nord di Alicante, nella sua provincia, e ad 1h 35 da Valencia.

E’ conosciuta come il “bressol del torró” (la culla del torrone) proprio perché vanta una lunghissima tradizione nella produzione artigianale di questo prodotto, uno dei dolci spagnoli tipici del Natale, immancabili durante queste festività.

E quando si avvicina il Natale, fare una passeggiata per le sue strade profumate di dolci aromi, alla scoperta delle sue ricchezze monumentali e gastronomiche, diventa una delizia così come visitare il Museo del Turrón e le fabbriche in cui viene prodotta questa prelibatezza.

Lo slogan della città di Jijona dice che è “El lugar mas dulce del mundo” (Il luogo più dolce al mondo). infatti anche la tradizione del gelato è molto antica, te ne parlo più avanti in questo articolo.

Il mercato di Natale di Jijona

Credito: La Fira de Nadal de Xixona

L’ autunno è un momento molto importante per l’elaborazione del torrone perché le mandorle sono state tutte raccolte e tostate, ed il miele è pronto. L’attività durante i mesi di produzione del torrone a Jijona è davvero a pieno ritmo.

Se sei curioso e vuoi conoscere l’origine ed il processo di produzione del torrone di Jijona, leggi l’articolo “Il torrone spagnolo, una tradizione natalizia da vivere ad Alicante”. Troverai molte informazioni interessanti.
E poi arriva dicembre, in cui tutte le aziende produttrici locali hanno due appuntamenti importantissimi.

Da una parte, durante il primo fine settimana di dicembre, si svolge il mercato di Natale di Jijona, noto anche come “Feria del Turrón” (Fiera del Torrone) in cui le aziende artigianali, a conduzione familiare e di proprietà locale, espongono ed offrono il loro miglior torrone, marzapane e “polvorones”, dolci spagnoli tipici del Natale.

Da un’altra parte il torrone di Jijona dovrà essere distribuito in tutta la Spagna (e oramai anche all’estero) per fare si ché nelle case delle famiglie spagnole non manchi quello che è senz’altro uno dei cibi tradizionali spagnoli di Natale.

E questa atmosfera è quella che potrai vivere a Jijona durante il Natale, senz’altro un’occasione perfetta per visitare la Spagna, durante la quale ti consiglio di visitare anche il suo centro storico e i dintorni. Ne vale la pena, ora ti spiego.

Le principali attrazioni di Jijona/Xixona

Ermita de Santa Barbara – Credito: Jijona Turismo

Ti ho preparato una piccola guida con le principali attrazioni che potresti vedere a Jijona.
La città vecchia è molto bella, ed è rimasta uguale nel corso degli anni. Si trova attorno al castello almohade del XIII secolo, conquistato da Jaume I. Dopo la conquista cristiana, il Castello di Jijona (o Castell de la Torre Grossa) fu ampliato e costituì il confine tra le corone di Castiglia e Aragona fino al 1304.

Da qui la vista panoramica sulla città, sulle montagne circostanti è molto bella. Nelle giornate chiare si può persino scorgere il Mar Mediterraneo.

Per visitare i principali edifici e monumenti del centro storico può bastare anche un giorno, il che rende possibile, se si soggiorna ad esempio a Valencia o ad Alicante, organizzare facilmente un’escursione a Jijona.

Santa Bárbara, Sant Antoni e Sant Sebastià sono i patroni della città insieme a San Bartolomé, in onore del quale si svolgono le popolari feste dei Mori e dei Cristiani.

La chiesa arcipretale di Nuestra Señora de la Asunción, costruita in stile rinascimentale, risale alla fine del XVI secolo e fu completata nei primi anni del XVII secolo. Il suo campanile è molto bello, con piastrelle smaltate in bianco e verde che formano losanghe di diverse dimensioni.
Della chiesa “vecchia” di Santa María, la cui costruzione fu ordinata dal re Giacomo I nel 1253 dopo la Reconquista cristiana, resta soltanto un frammento della facciata principale.

Nelle vicinanze si trova quella che i locali chiamano La Plaza, che non è una vera e propria piazza, anche se prima lì ce n’era una. È la via principale di Jijona, che in realtà si chiama Avenida de la Constitución, dove si trova il Municipio, dove si tiene il mercato ambulante ogni martedì, e dove si svolgono tutte le sfilate e gli eventi festivi.

Si possono vedere alcune case moderniste del XIX secolo costruite per gli industriali turronai ed ù il luogo perfetto per assaggiare i gustosi gelati tipici. La statua in bronzo di Tereseta si trova seduta su una panchina, sulla scalinata detta “pixaor”. È un piccolo omaggio alle persone affette da malattie mentali e ricorda la memoria di una signora ammalata, molto benvoluta nella città.
E’ molto interessante passare al Forn del Raval de la Peñita, un forno di origine moresca, attualmente ancora in funzione, dove potrai assaggiare pane e dolci tipici locali come le “tonyetes” (mandorle, farina e cannella), le “doblaes” (impastate solo per la festa di Ognissanti), le “magdalenas” e le “tortadas”. Lì vicino c’è Ermita del Raval, originariamente una casa trasformata in eremo nel XVII secolo.

Se ti trovi a Jijona durante le festività natalizie potrai visitare il presepe all’aperto realizzato con figure a grandezza naturale (il Betlemet de Xixona) allestito accanto alla cascata del piccolo burrone di Font.

Accanto a quello che era stato il rifugio della guerra civile spagnola (Refugi de La Plaça) si trova la Casa-Fábrica de Turrones Primitivo Rovira, uno dei primi edifici costruiti per la produzione di torrone in città. Il piano terra dell’edificio ospita ancora la fabbrica di torrone, mentre i due piani superiori sono le abitazioni dei proprietari. La fabbrica è aperta solo da ottobre a dicembre.

Cosa visitare vicino a Jijona

Pas de la Carrasqueta – Credito: Jijona Turismo

Dopo aver visitato la città di Jijona potresti andare alla scoperta di altri punti d’interesse che ci sono vicino, come il Museo del Turrón (Museo del Torrone) dove potrai scoprire la tradizione di questo dolce spagnolo locale, molto tipico del Natale, o il passo della Carrasqueta, uno dei polmoni della provincia di Alicante dove scorre una delle strade più amate dai motociclisti.
Inoltre, se hai a disposizione più di un giorno e ti piace trascorrere del tempo all’aria aperta, a contatto con la natura praticando turismo attivo, ci sono numerosi percorsi escursionistici segnalati che potresti seguire.

Il Museo del Torrone di Jijona si trova nella fabbrica di torrone 1880 y El Lobo, nella zona industriale, a circa 10 minuti a sud-est della città di Jijona.
Il passo della Carrasqueta, situato a 1020 metri di altitudine, dista circa 15 minuti dalla città. L’ambiente naturale lì è molto bello, così come la vista panoramica che vi si può godere. In lontananza si vede addirittura anche il mar Mediterraneo.

Inoltre, il passo della Carrasqueta è punto di partenza per diverse escursioni.
Dal Castello di Jijona si può salire su una delle cime più emblematiche della città: Penya Migjorn (dove si trova il curioso Forat de la Penya), situata ad un’altitudine di 1226 metri. Con un po’ di fortuna si possono avvistare anche degli avvoltoi.

Un bel percorso di trekking da fare è quello che va verso l’Alt de la Martina e la Font de Vivens, passando per sorprendenti gole e aree forestali. Si percorrono 16,5 chilometri di difficoltà moderata.

Nei dintorni di Jijona ci sono moltissime sorgenti naturali, più di 100. Anticamente venivano utilizzate, oltre che per bere e per irrigare, anche come abbeveratoi per gli animali, per lavare i panni, ecc.

Alcune che potresti visitare sono ad esempio la sorgente Bugaya, Cotelles, Monnegre, la Font de ferro (così chiamata per il suo forte odore e sapore di ferro) e la Font de les salines, situata in una zona molto arida, circondata da sale.

La tradizione del gelato a Xixona

Credito: Jijona Turismo

La tradizione del gelato a Xixona rimonta a moltissimi anni fa, come ci spiegano le testimonianze architettoniche rimaste sul territorio e nelle tradizioni della città.

Il Pou de la Neu, ad esempio, trasformato in albergo rurale, o il Pou del Surdo, sono esempi di costruzioni che venivano utilizzate già anticamente per contenere la neve ed il giaccio con l’aiuto del sale.

E questo è dovuto soprattutto al fatto che essendo la produzione del torrone un’attività legata ad una stagionalità autunnale e invernale, moltissime famiglie locali hanno dovuto da sempre trovare un’alternativa per la stagione estiva.

Non è dunque un caso che a Xixona la popolarissima Festa dei Mori e Cristiani si celebri due volte, una in estate, ed una in autunno, nel mese di ottobre, proprio perché in estate tantissime famiglie di “gelaors” (gelatai) non sono in città.

Talmente la città ci tiene a fare partecipare tutti, consapevole del forte attaccamento a questa tradizione da parte della popolazione e dell’ importante quantità di famiglie che partono sulla costa e nelle diverse regioni spagnole per dedicarsi alla produzione e alla vendita del gelato durante l’estate (oltre 400) che si è deciso di festeggiare due volte per dare la possibilità a tutti di viverla almeno una volta all’anno, sia a quelle che tornano a Xixona alla fine della stagione, a settembre o ottobre, sia quelle che hanno scelto di rimanere a vivere nel luogo in cui lavorano ma che ritornano alla loro città natale per la Festa, accolti a braccia aperte dai concittadini e familiari, felici di ritrovarli almeno in quella occasione.

Gastronomia tipica di Xixona

Forn del Raval de la Peñita – Credito: Jijona Turismo

La gastronomia di Xixona è molto variegata, così come i prodotti tipici di questa zona.
Alcuni dei piatti tipici da assaggiare sono il llegum, uno stufato a base di carne di maiale, fagioli e gambi di verdure come le bietole, la “borreta”, un piatto al cucchiaio con spinaci, aglio tenero, baccalà dissalato, patate e peperoni secchi; la “pericana”, a base di baccalà e peperoni secchi abbrustoliti e accompagnati da olio; e il “giraboix”, una prelibatezza servita in due piatti, il primo una zuppa condita con ñora (un tipo particolare di peperone), pomodoro, sanguinaccio, “blanquet”, olio d’aglio e crostini, ed il secondo “l’aixetada”, un bollito a base di patate, baccalà, gambi di verdure e uovo sodo, il tutto condito con olio all’aglio.

Come il Forno del Raval, le pasticcerie e i panifici di Xixona conservano la tradizione e produco artigianalmente dolci come le “toña”, le “doblades” o gli “iguales”, che insieme al conosciutissimo torrone sono parte imprescindibile del menu natalizio nelle case Xixona.

Sonia Seco
Sonia Seco
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