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Cosa Vedere a Segovia

Cosa Vedere a Segovia e cosa fare

Per continuare con il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze delle città spagnole oggi parliamo di Segovia, città che si trova nel cuore della Spagna e che fa parte della Comunità Autonoma di Castiglia e León.

Molto conosciuta per il monumentale acquedotto romano che attraversa il centro della città e meta culinaria di primo ordine famosa sopratutto per le sue carni, ed in particolare per il suo cochinillo, è un affascinante borgo spagnolo di origine medievale. Si trova ai piedi della Sierra di Guadarrama ed è circondata dai fiumi Eresma e Clamores.

La sua storia, durante la quale romani, nobili, artisti, musulmani, ebrei e cristiani, e figure mitiche come Isabella la Cattolica e Antonio Machado sono passati per le sue strade, insieme alle meraviglie paesaggistiche che la circondano e che attirano tanti escursionisti e amanti della natura, l’ hanno resa una delle mete turistiche più interessanti di tutta la Spagna, anche grazie al fatto che la cittadina si trova a poca distanza dalla città di Madrid.

E’ meta preferita anche di tanti pellegrini che ogni anno affrontano il Cammino di Santiago.

L’Antico Acquedotto Romano

Questp antico acquedotto romano, costruito per portare l’acqua dalla Sierra de Guadarrama alla città di Segovia, è una delle opere più grandisose e meglio conservate che i romani hanno lasciato nel loro vasto impero.

La sua imponente struttura, con 167 archi di pietra granitica (79 singoli e 44 doppi nella zona centrale) è sopravvissuta praticamente intatta nel corso dei secoli, ed è un’opera straordinaria, in cui l’utilità coesiste con l’armonia e la bellezza.

Dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO insieme alla città antica, l’acquedotto si trova nella Calle San Juan ed è possibile salire in alto fino a raggiungere un punto panoramico dal quale ammirare l’intero paesaggio e la città di Segovia.

La Cattedrale di Segovia

La Cattedrale è uno dei luoghi di interesse più famosi di Segovia.

Costruita nel s. XVI durante il regno di Carlo V è una delle cattedrali gotiche più tardive d’Europa e, di fatto, lascia già intravedere elementi rinascimentali. La sua struttura architettonica è imponente ed è stata eretta nel punto più alto della città di Segovia, dove prima si trovava la vecchia cattedrale romanica distrutta in un incendio nel 1520.

Conosciuta come “la Dama de las catedrales” (“la Signora delle Cattedrali”), è dedicata a Nuestra Señora de la Asunción e San Frutos.

Su uno dei lati del coro si trova la palla d’altare di Los Santos Segovianos, costruito da Ventura Rodríguez nel 1784 (fai caso se vai a Madrid, perché una delle fermate della sua metropolitana porta proprio il nome di questo famoso architetto). A presiedere questa bellissima opera c’è lo scrigno di bronzo e argento dorato dove riposano le reliquie di San Frutos e dei suoi fratelli Santa Engracia e San Valentín.

All’interno troviamo tre navate con oltre venti cappelle laterali, importanti vetrate come quelle della Cappella del Santissimo Sacramento, una grande cupola, soffitti e pavimenti molto belli e un abside con decori realizzati in un misto di stili diversi (tardo-gotico, barocco e neoclassico).

La unica copia conosciuta del primo libro stampato in Spagna, “el Sinodal de Aguilafuente” (1472), è conservato proprio nella Cattedrale di Segovia. Questo contiene i verbali del sinodo diocesano che ebbe luogo ad Aguilafuente (Segovia) nel giugno di quell’anno e che era stato convocato dal vescovo Juan Arias Dávila per trattare i vari aspetti della vita ecclesiastica della diocesi di Segovia.

La Casa de los Picos

Non lontano da Plaza del Azoguejo e dall’importante Plaza Mayor, troviamo la Casa de los Picos, il palazzo più famoso di Segovia. Decorato con 617 picchi di granito a forma di diamante, questo edificio costruito alla fine del XV secolo è oggi la Scuola delle Arti Applicate di Segovia ed è uno spazio culturale che ospita mostre al suo interno.

I primi proprietari di questa bellissima dimora furono Pedro López de Ayala e sua moglie, la cui araldica si può ancora vedere sugli architravi dei cinque balconi e sulla porta d’ingresso. Il loro figlio la ereditò, ma la vendette a Juan de la Hoz, che ne fece la sua residenza familiare nel XVI secolo. Fu proprio lui chi ordinò di decorare la facciata con le curiose punte da cui prende il nome.

Particolarmente bello è il piccolo cortile interno, costruito nello stile rinascimentale dell’epoca. L’accesso è a forma di gomito per proteggere dagli assalitori e preservare la privacy dei proprietari. Ha portici su tre lati con colonne di pietra calcarea. Le deliziose piastrelle che lo decorano, riproducendo i monumenti più importanti di Segovia, hanno una grande importanza artistica. Sono una mostra del primo artigianato spagnolo ad essere stato dichiarato patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, per la sua tecnica, nata a Talavera e El Puente del Arzobispo, in provincia di Toledo, e rimasta intatta dal XVI secolo.

Chiesa di San Martin

La Chiesa di San Martín si trova in via José Canalejas, nei pressi della piccola piazza che porta il nome del santo a cui è dedicata.

Di origine mozarabica, fu edificata nel XII secolo e possiede uno dei più bei portici colonnati in pietra di Segovia, con un alto parapetto sul quale si innalzano arcate semicircolari su doppie colonne con capitelli decorati con animali, mostri e temi vegetali, così come magnifiche mensole. Queste belle gallerie a volta circondano la chiesa su tre dei suoi lati, e la rendono molto speciale.

La sua grande torre romanica mudéjar presenta archi in mattoni su colonne di pietra.

Nella stessa piazza troviamo anche il Torreón de Lozoya, così chiamato per l’ultima famiglia segoviana che lo abitò. Sul posto sono stati trovati resti di un calidarium romano, ma il palazzo in se è stato costruito tra il XV e il XVI secolo, e corrisponde ad una vera e propria casa-fortezza. Nella torre, infatti, sono visibili piccoli fori sotto le finestre, usate sicuramente per la sua difesa. Degno di nota è lo “sgraffito”, un tipo di decorazione di origine mudéjar ed oramai segno di identità della città di Segovia e della sua provincia.
Oggi, una parte del suo spazio è utilizzato per ospitare mostre itineranti ed eventi.

L’ Alcázar di Segovia

L’Alcázar di Segovia è uno dei gioielli più belli e imponenti della città, una costruzione spettacolare conosciuta come la “prua della Castiglia” perché si erge in alto su una rocca tagliata a picco tra due gole, alla confluenza dei fiumi Eresma e Clamores, come una gigantesca nave rivolta a ovest che, invece di alberi e vele, ha guglie aguzze, tetti di ardesia, e una torre alta 90 metri, la Torre di Juan II, dalla quale domina l’intera vallata che circonda Segovia.

Talmente bella che si dice che Walt Disney si sia ispirato proprio a questa fortezza per disegnare la silhouette del logo che dà immagine al suo famoso marchio.

Le sue origini risalgono al XII secolo, all’epoca della riconquista della città da parte di Alfonso VI, ma da fortezza medievale, è diventata poi residenza dei re di Castiglia, una prigione di stato, un collegio di artiglieria e un archivio militare. Attualmente è utilizzata come museo e ospita l’Archivio Generale Militare.

La stessa Isabella I la Cattolica visse nell’Alcázar di Segovia, e nel 1474 partì proprio dal castello per recarsi alla Plaza Mayor di Segovia, dove fu proclamata regina di Castiglia.

La Casa Museo di Antonio Machado

Nome importantissimo della letteratura spagnola quello di Antonio Machado, scrittore, poeta e drammaturgo, è considerato insieme a Miguel de Unamuno uno degli autori di riferimento per la letteratura spagnola del primo novecento.

Originario di Siviglia, si trasferì nel 1919 a Segovia a seguito della sua nomina come insegnante di francese nella scuola secondaria della città e andò ad abitare in una stanza della pensione di Doña Luisa Torrego. Il poeta visse lì fino al 1932, anno della sua partenza per Madrid.

In quella piccola casa troviamo oggi la sua Casa Museo: la sua stanza ancora intatta, la cucina con i suoi fornelli di ferro e antichi, la modesta sala da pranzo e la sala dove, in teche di vetro, sono esposte le sue edizioni, i libri dei suoi amici, fotografie, documenti e lettere, ed il suo lavoro per l’Università Popolare, la cui creazione insieme ad un gruppo di artisti e letterati per fornire un’istruzione gratuita alla gente di Segovia fu la sua vera passione.

Dopo qualche tempo la casa fu acquistata dalla Reale Accademia di Storia e Arte di San Quirce, l’erede diretta dell’Università Popolare del 1919, che la trasformò in un memoriale permanente del poeta.

Quando scoppiò la guerra civile in Spagna, Machado andò in esilio con la sua famiglia. Morì il 22 febbraio 1939 in Francia, dove fu sepolto accanto a sua madre.

Questo luogo è un’occasione unica per un pellegrinaggio letterario, una possibilità per immergersi totalmente in quella che è stata la vita di questo importante autore spagnolo, tappa obbligata per ogni amante della letteratura.

Il vecchio quartiere ebraico

Nella città vecchia troviamo il quartiere ebraico: camminando da Plaza de la Merced fino a Plaza del Socorro, tutto ricorda il passato della comunità ebraica in Spagna.

Si accedeva al quartiere chiuso da sette porte tra cui la Puerta de San Andrés che troviamo proprio in Plaza del Socorro.

Il quartiere ebraico è un quartiere medievale, che ci permette di entrare in un percorso di incontro con il passato, le strade, le case, e i luoghi dove uomini e donne hanno vissuto la loro vita insieme ai loro figli.

Vale la pena sicuramente visitare il Centro Didáctico de la Judería, che racconta il passato della comunità ebraica in Spagna, la storia dei sefarditi a Segovia.

Cosa Vedere a Segovia: Conclusioni

Considerato il clima continentale della provincia, in cui le estati sono calde e secche e gli inverni sono freddi, ti consiglio di visitare Segovia durante il periodo delle belle giornate da giugno a settembre, quando si ha un clima piacevole e quasi nessuna pioggia.

Segovia si trova a poca distanza dalla città di Madrid, e per incominciare a scoprire la città potresti dedicarle almeno una giornata, una escursione dalla capitale per gustare la sua eccellente gastronomia locale e andare alla scoperta delle bellezze che la città offre.

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Sonia Seco
Sonia Seco
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